fitoterapia, Vitaminizzanti

Perchè gli asparagi fanno bene

Asparagus_acutifolius_2950063dNel mese di Marzo, terminata la fredda stagione invernale, inizia il periodo in cui fa capolino l’asparago (Asparagus Officinalis della famiglia delle Liliaceae).

Nei terreni incolti, nella macchia boschiva ed in campagna ai lati dei sentieri si possono raccogliere gli asparagi selvatici (Asparagus Acutifolius), più piccoli di quelli coltivati ma dal gusto più deciso e rustico. Non per niente la primavera è la stagione più attesa dagli appassionati delle passeggiate in cerca di asparagi!

Il nome asparago si riferisce indistintamente alla pianta e ai suoi germogli commestibili.

La pianta dell’asparago è una pianta erbacea perenne, di cui abbiamo le prime testimonianze di utilizzo in Mesopotamia e nell’antico Egitto da cui poi si è diffusa in tutta l’area mediterranea ed europea, per poi sbarcare nel nuovo mondo e diffondersi infine a livello planetario.

How-to-Choose-the-Best-AsparagusLa parte commestibile sono i “turioni” ovvero i germogli carnosi, che si presentano completamente verdi nell’area mediterranea. Quelli bianchi sono maggiormente apprezzati nel nord europa (vengono coltivati in assenza di luce e diventano “albini” per assenza di fotosintesi).

Ne esiste anche una versione violetta, ed essendo ligure non posso non citarvi l’asparago violetto di Albenga, presidio Slow Food e IGP:

Asparago-violetto-di-Albenga-320x480“Inconfondibile, per i turioni medio-grossi e per il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base, l’asparago Violetto d’Albenga è una varietà unica al mondo.

Il suo colore strano non dipende dalla tecnica di coltivazione, ma è legato al suo patrimonio genetico.

E c’è una ragione scientifica che ne preserva la purezza: possedendo 40 cromosomi anziché 20 come tutti gli altri asparagi, il Violetto non può incrociarsi con altre varietà (i figli sarebbero sterili) e quindi non può imbastardirsi.”

Da FondazioneSlowfood.it

Sicuramente in Italia tutti ne conosciamo molto bene gusto e versatilità gastronomica dal momento che è un ingrediente classico della nostra tradizione.

crema asparagi   in-punta-di-asparago-97694

Quello che forse alcuni non sanno è che l’asparago ha notevoli qualità fitoterapiche e nutraceutiche!

Parlando dell’aspetto nutrizionale, l’asparago è povero di sodio ma ricco di minerali (come fosforo, magnesio, calcio, potassio, cromo), ricco di fibre e di acido folico/B12, una buona fonte di vitamine A, B (alcune del gruppo), C, E.

Strettamente legato all’aspetto nutrizionale c’è quello fitoterapico, infatti l’asparago:

  • Aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue (ottimo per i diabetici e per la prevenzione del diabete di tipo 2)
  • Contiene sostanze (come il glutatione) in grado di determinare un’importante azione depurativa e di eliminazione delle scorie
  • è un ottimo rimedio diuretico e drenante ed aiuta ad eliminare sodio in eccesso nell’organismo grazie alla sostanza “asparagina”
  • come tutti i cibi ricchi di potassio, regola la pressione sanguigna alleggerendo il lavoro del cuore
  • è un antinfiammatorio naturale
  • è un antidepressivo naturale (contiene triptofano che serve per sintetizzare la serotonina, il neurotrasmettitore della felicità!)

Una piccola curiosità: vi siete mai chiesti come mai le urine hanno cattivo odore dopo aver mangiato gli asparagi?

asparagus_peeLa risposta non è così scontata. Fino a pochi anni fa si attribuiva la colpa di questo fenomeno ad un fantomatico conteuto di zolfo nel fitocomplesso dell’alimento.

Uno studio recente della Harvard school of public health sostiene invece che a causare la percezione olfattiva del cattivo odore sia un tratto genetico particolare che consente alla persona di recepirlo o meno.

Non sarebbe infatti colpa di composti di zolfo, ma delle scorie di un metabolite prodotto nell’organismo durante, appunto, il metabolismo degli asparagi. Secondo lo studio il cattivo odore sarebbe percepibile solo dal 40-50% della popolazione mondiale.

Se decidete di andare a raccogliere gli asparagi selvatici per preparare risotti o frittatine, ricordate che in alcune regioni d’Italia la raccolta (in termini di quantità) è regolamentata, per via dei soliti furbetti che mancano totalmente di senso della misura e di chi cerca di farne profitto.

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