Ecco i risultati delle analisi sulle migliori marche di pasta

Eccoci di nuovo a parlare di glifosato e sostanze tossiche nei cibi che mettiamo in tavola tutti i giorni.

Mi fa pensare davvero tanto il fatto che proprio la tavola, quel simbolo di serenità e sicurezza e che noi italiani in particolare abbiamo tanto caro, in questi ultimi anni si sia trasformata in un’arena, in un Colosseo dove siamo chiamati a difenderci giorno per giorno dalle insidie di chi lucra e scommette le nostre vite e la nostra salute per qualche lira in più.

pasta_granoduro

E’ notizia di questi giorni l’uscita dei risultati delle analisi che GranoSalus (associazione di produttori in difesa del consumatore) ha richiesto ad un centro di analisi europeo. Il tipo di pasta che è stato scelto di utilizzare per l’analisi è lo spaghetto, i marchi coinvolti sono i più diffusi e tra essi anche alcuni blasonati: figurano infatti Barilla, De Cecco, Voiello, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop, Granoro 100.

Carta canta:

analisi-granosalus

Con sconforto ci dobbiamo rendere conto che quasi tutti noi acquistiamo alimenti di queste marche, che sono tra le più distribuite nel nostro paese.

Come racconta GranoSalus, nell’analisi approfondita che fa dei risultati, Divella e La Molisana superano i limiti di DON che sono imposti dalla legge per garantire la salute dei bimbi.

fusariosi-della-spigaIl DON è una micotossina catalogata come probabile cancerogeno prodotta dai funghi di genere Fusarium, che è spia di miscelazione del grano nostrano con grani esteri, dal momento che è diffusa nei climi tipici delle latitudini a nord del 45° parallelo.

Il grano nostrano ed in particolare quello del sud ne è solitamente privo, mentre in Canada pare ne sia affetto e danneggiato quasi il 70% delle coltivazioni.

glifoIl glifosato è presente nel campione di pasta di TUTTI i marchi presi in analisi, quando sappiamo bene che per la legislazione Europea ne è vietato l’utilizzo prima della raccolta. La presenza di Glifosato è un altro forte indizio di contaminazione del nostro grano con quantità significative di prodotto proveniente dal nord America.

Poco da dire sul Cadmio, ovviamente un metallo pesante biopersistente (fino a 10 anni), e ormai sappiamo tutti quali effetti funesti possano produrre nel tempo gli accumuli di metalli pesanti nell’organismo. In particolare il cadmio accumulato provoca diarrea, infertilità, danni al sistema nervoso centrale, deficit immunitario, danni al DNA e cancro…potete approfondire le informazioni su questo articolo dell’università di Trento.

Su GranoSalus leggiamo ancora: “La prassi di miscelare grani contaminati con grani privi di contaminazione al fine di ottenere partite mediamente contaminate (sia pur entro i limiti di legge) è vietata dall’Europa”.

Chissà cosa replicheranno a questi risultati i marchi coinvolti, sono molto curiosa di leggere qualche cosa in merito…mentre, cercando informazioni,  inizia già ad essere proposto tra i risultati Google “Risultati GranoSalus bufala”. Ecco la risposta. Non avevo dubbi.

 

 

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27 pensieri riguardo “Ecco i risultati delle analisi sulle migliori marche di pasta

  1. Molto interessante questo articolo, non sapevo che anche la pasta potesse essere potenzialmente pericolosa (a parte per la linea! 😉 ) Solo che essendo state “bocciate” tutte le paste che conosco, vorrei sapere quali sono i marchi promossi dal punto di vista salutistico! Sai consigliarmi qualcosa per informarmi?

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    1. Ciao! Anche io ammetto che qualcuno dei marchi coinvolti lo utilizzavo… ti consiglio di informarti ad esempio sul marchio Felicetti che, oltre a distribuire il proprio prodotto, è presente nella pasta marchiata NaturaSì e AlceNero! Ma di marchi che lavorano bene ce ne sono ancora tanti per fortuna. Ho sentito parlare bene anche di Rummo e Agnesi ma non ho ancora approfondito. In generale cercala bio se puoi. Nei vari test le paste integrali sono risultate sempre meno contaminate delle normali, tieni conto anche di questo! Grazie del tuo commento.

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  2. Grazie di queste informazioni, io di solito compro la pasta Conad, che fino a pochi mesi fa era prodotta dalla Rummo e devo dire che aveva un buon rapporto qualità/prezzo. Ora però mi sono accorta che hanno cambiato ed è prodotta da La Molisana, perciò alla luce di questi dati penso che cambierò marchio!

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  3. °-° A me che piace un casino e sono una grossa consumatrice di pasta, sopratutto quella Barilla (negli ultimi anni) avrei due domande…

    1. Non è che è una nuova corsa al “Omg fa male” solo per uccidere il commercio?

    Una nuova corsa al “diciamo no all’olio di palma”…solo che questa volta parliamo di componenti riguardanti la pasta…non è che semplicemente iniziano a condizionarci la mente su “questo fa male, quello no perchè chiude le arterie, quello ti fa morire e quell altro poi…” il tutto per arrivare a dire…sai cosa ti farebbe bene? Un bell’insetto.

    2. Ci saranno stati casi e prove sul quale quell’associazione possa davvero basarsi? Tipo persone che sono state male o cose così? Cioè tutti sono capaci di infamare e comporre un documento del tutto veritiero che riporti dati strani…prima di pubblicare questo documento sarebbe stato meglio aprofondire ciò che hanno presentato…

    E’ troppo intrigata questa faccenda…xD anticolo interessante comunque! Condivido sui social.

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    1. Ciao e prima di tutto grazie per aver letto e commentato! Certo il rischio di una strumentalizzazione di certi dati e di certe informazioni esiste, sarebbe sciocco negarlo. Ma credo che sia importante in ogni caso mantenere alta la soglia di attenzione. Insomma non è giusto dire “tutto fa male” ma di questi tempi non sono per nulla convinta che tutto faccia bene!!

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      1. Anche tu hai ragione!

        Comunque per farci due risate su molte delle voci su cosa faccia bene o male, ti lascio il link a un video che ho trovato tempo fa su facebook, a proposito di questi argomenti…

        Dimmi cosa ne pensi xD

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  4. Interessante ma mi sento di prendere la cosa con le pinze. Lavorando per l’industria alimentare posso dire che non tutto è come sembra e siccome non ho approfondito personalmente la questione ci vado con i piedi di piombo. Scusate ma sono come S. Tommaso! Laura

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    1. Mi piacerebbe tantissimo conoscere il tuo punto di vista professionale!!! Avere un opinione da parte di chi lavora nel settore sarebbe un privilegio impagabile perché quando ci si muove tra dati così specifici non è semplice fare valutazioni! 😊

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      1. Grazie cara ma per ora non mi esprimo perché non so nulla di questa notizia ma siccome la cosa mi interessa molto sia dal punto professionale che personale vedrò di informarmi (spero di riuscirci 😐) e nel caso ti farò sapere. Grazie per il tuo post che mi ha messo una bella pulce nell’orecchio! Laura

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      2. Ciao cara, mi dispiace ma GranoSalus non mi convince proprio e per diversi motivi. Una riflessione che ho fatto è che si prendono i soldi delle donazioni per produrre tabelle che potrebbe inventare chiunque. Per avere un minimo, dico, un minimo di credibilità dovrebbero pubblicare il Rapporto di Prova di un laboratorio certificato, tutto in completa trasparenza.
        Ma qual’è questo laboratorio che nominano?
        Ad ora non sono riuscita a capire i veri riferimenti e la credibilità di GranoSalus.
        Inoltre i valori che hanno trovato sono inferiori alla soglia di legge e non possono provare che parte della materia prima provenga dall’estero.
        Il riferimento agli alimenti per l’infanzia non ha molto senso perché gli alimenti oggetto dello “studio” non sono destinati all’infanzia.
        Aggiungo anche che, per accusare un produttore di frode nei confronti del consumatore, nel senso che dichiara grano 100% italiano invece non lo è, non bastano risultati di questo tipo.
        Bisogna anche considerare che non è detto che il prodotto italiano sia migliore di quello estero.
        Per valutare la qualità di un grano bisogna analizzarlo indipendentemente dalla sua provenienza.
        È facile mandare in giro un certo tipo di notizie in un momento di grande sfiducia dei consumatori nei confronti delle industrie, fa scalpore, ma bisogna osservare il tutto in modo critico, possibilmente scientifico anche se, comprensibilmente, non è alla portata di tutti.
        Insomma, se GranoSalus vuole dimostrare davvero qualcosa, lo faccia in maniera più professionale e scientifica perché non basta avere un risultato analitico ma bisogna saperlo interpretare e contestualizzare.
        Scusa se mi sono dilungata ma ci tenevo ad esprimere il mio parere. Laura

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  5. Grazie Laura, grazie per aver condiviso il tuo parere professionale con me e con gli altri lettori! Ti faccio una domanda: a questo punto, se una persona qualunque desiderasse far analizzare un proprio campione per avere un dato di prima mano su ciò che mangia, come dovrebbe muoversi? È possibile? Buon fine settimana!!

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  6. Blog interessantissimo il tuo…lo scopro solo adesso… per motivi di salute ho fatto una selezione accurata degli alimenti per cui ho eliminato anche il glutine dalla dieta. Immagino però che le ditte come Barilla, La molisana e Garofalo che fanno anche pasta gluten free non presentino lo stesso problema con quel tipo di pasta visto che il grano è assente…

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    1. Ciao gigifaggella e in primis grazie per il complimento! Sicuramente la pasta gluten free è un altro pianeta! Essendo solitamente preparata con mix di farine di mais, riso etc è da considerarsi un prodotto avvulso rispetto alla produzione in grano. In ogni caso il mio consiglio è di stare attenti alle marche anche in caso di sensibilità al glutine! Io, potendo, acquisterei bio. 😉

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      1. Io sono Gigi… 🙂 grazie a te per avermi fatto conoscere il tuo blog. Guarda, nella grande distribuzione compro solo i prodotti per la casa…tutto l’alimentare lo prendo da NaturaSi che ho la fortuna di avere proprio sotto casa… 😉

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