Rubrica Botanica

Ecosia: il motore di ricerca che pianta un albero per ogni click

Eh sì, è proprio quello che sembra! Ecosia funziona come Google ma l’80% degli introiti generati dalle pubblicità che compaiono tra i risultati delle ricerche vanno a progetti di riforestazione. Tutto è gestito con passione ed in maniera assolutamente trasparente, con tanto di pubblicazione periodica di ricevute rilasciate dai fornitori e report economici dettagliati. Il team di sviluppo è giovane, internazionale ed eterogeneo, e il progetto (nato nel lontano 2009 ed in continua evoluzione) ha sede a Berlino.

ecosiahow

Sulla vostra interfaccia utente avete, in alto a destra, un icona che mostra il vostro personalissimo contatore progressivo: 1 ricerca = 0.28€ = 1 albero piantato. Nel momento in cui vi sto scrivendo il contatore generale di Ecosia registra 6.163.833 alberi piantati grazie alle ricerche dei propri utenti.

In questo video davvero suggestivo pubblicato sul canale Youtube al raggiungimento dei 5 milioni di alberi piantati, viene raccontata per immagini la realtà dei progetti finanziati da Ecosia:

I progetti finanziati al momento sono 3:

  • Burkina Faso

Nella regione del Sahel che costeggia il versante meridionale del deserto del Sahara, minacciata dalla progressiva desertificazione, Ecosia collabora con OZG ( progetto Great Green Wall )per riforestare e rendere nuovamente coltivabili le terre. Tutti gli abitanti dell’area sono coinvolti nell’attività e, oltre agli effetti positivi per l’ecosistema, queste azioni favoriscono anche la microeconomia locale.

  • Perù

p4a3291La Regione di Saint Martin ha subito un danno enorme a partire dagli anni ’80 con azioni di deforestazione selvaggia e cadendo nelle mani dei coltivatori di piantagioni di coca. Qui Ecosia in collaborazione con Pur Project e le cooperative del caffè e del cacao (cooperativa ACOPAGRO presente anche in Italia con prodotti Fair Trade) sta riforestando e ribilanciando / rendendo autonome le economie locali.

  • Madagascar

In Madagascar, prodigio di biodiversità, attualmente il 90% delle risorse forestali è distrutto e sono molte le specie animali ormai perdute o in serio pericolo di estinzione. Le foreste di mangrovie che erano presenti sull’estuario dei fiumi sono ormai un ricordo e, dopo le piogge, la terra defluisce senza ritenzioni dal fiume al mare. Ecosia in collaborazione con il progetto di riforestazione Eden si propone di ricreare l’ecosistema ricco e vivo che caratterizzava questa regione meravigliosa.

Quindi che aspetti ad impostare come motore di ricerca predefinito Ecosia e a cominciare a piantare alberi? Il prossimo obiettivo è di 1 miliardo di alberi piantati entro il 2020! 

 

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4 thoughts on “Ecosia: il motore di ricerca che pianta un albero per ogni click”

  1. Che progetto meraviglioso!!
    Da un lato sono entusiasta di queste iniziative, dall’altra invece sono un pò triste perchè se dobbiamo ricorrere a questi stratagemmi significa che il rovescio della medaglia è qualcuno che non si prende così tanto cura dell’ambiente, costringendo chi ha un pò di sensibilità verde del futuro a fare delle scelte alternative come questa.
    Speriamo che possa essere un monito per tanti e che diventi un nuovo modo di pensare, non soltanto una campagna momentanea, il mondo ha bisogno di alberi!

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  2. Ciao, inizialmente mi sembrava un’ottima iniziativa. In realtà mi sono informato e ho scoperto che con una ricerca non si finanzia un albero, quei soldi si ottengono solo cliccando su link sponsorizzati. Se si fanno normali ricerche, l’introito non è 0.28 centesimi di euro ma 0.5 cent. Quindi per piantare un albero di ricerche ne servirebbero 56.
    Insomma il conteggio degli alberi piantati in alto a destra è parecchio fittizio ed in generale omettono di dire alcune cose. Ad esempio Ecosia non funziona come Google, perché si appoggia sul motore di ricerca Bing (Microsoft).

    Gli intenti sono positivi e lodevoli, ma Ecosia è online da diversi anni e sono sempre stati molto ambigui, il che mi rende un po’ riluttante ad utilizzare il motore di ricerca di Bing.

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    1. Grazie mille per il tuo approfondimento, da brava ottimista non immaginavo nulla di tutto ciò! Effettivamente a pensarci bene i link degli ad pubblicitari se non vengono cliccati non generano introito solo per il fatto di essere “visti”… approfondirò volentieri magari scrivendo anche a loro, mi dispiacerebbe molto se finisse per essere solo una gran bolla di sapone!

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