fitoterapia

Le proprietà del tarassaco 

Il tarassaco (Taraxacum comune o officinale), detto anche dente di leone è una pianta erbacea spontanea che molto spesso vivacizza i prati e le zone incolte con graziosi fiorellini gialli, simili a piccoli soli.

Potremmo erroneamente pensare che sia solo un’ infestante da eliminare. Niente di più sbagliato, perché il tarassaco è una vera e propria miniera di nutrienti oltre che una pianta officinale molto efficace.

Ecco una breve tabella che indica le qualità nutrizionali del tarassaco per 100g di prodotto (reperita qui):

Le foglie fresche dopo la ricerca e la raccolta si mangiano crude, in insalata, e sono un ottimo rimedio per purificare il sangue (vedi contenuto di vit K), il fegato e la bile. L’ insalata di tarassaco è anche rimineralizzante e rinfrescante, ottima per l’estate o consumata dopo lo sport. Può essere un buon rimedio anche in caso di convalescenza, inappetenza, anoressia.
Le radici, dopo la torrefazione, sono utilizzate per produrre una bevanda succedanea del caffè.

Utilizzato per infusione il tarassaco è un buon drenante / diuretico. In passato era utilizzato come efficace antiscorbutico (vedi contenuto di vitamine).

In conclusione vi lascio un link dove potete consultare diverse ricette tradizionali che prevedono l’utilizzo del tarassaco crudo o cotto, dall’antipasto al dolce, per riscoprire voi stessi la validità di questo ingrediente officinale antico ma sempre degno di nota.

Sono curiosa di sapere se qualcuno di voi lettori ha mai mangiato il tarassaco è come. Fatemelo sapere nei commenti !

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11 thoughts on “Le proprietà del tarassaco ”

  1. Ciao, molto interessante l’articolo e anche la pagina con le ricette!
    Qui in Romagna si utilizzavano molto le cosiddette erbe di campo, in particolare per la farcitura dei “cassoni” (una piadina ripiegata in due con all’interno la farcitura).
    Purtroppo nelle zone abitate si trovano sempre meno erbe spontanee e bisogna spostarsi sempre di più per andarle a raccogliere; a me mancano parecchio i sapori di quelle insalate con le erbe di campo che mi faceva mia zia quando ero piccolo, o dei cassoni con le “rosole” (la pianta giovane del papavero). E poi qui di papaveri se ne vedono sempre meno!
    La tradizione si sta perdendo e risulta sempre più difficile trovare persone che sappiano riconoscere e cucinare queste erbe che invece una volta rappresentavano una grande fonte di sostentamento.
    A fine mese parteciperò ad una giornata di raccolta e cucina organizzata da un’associazione locale che è nata proprio con lo scopo di tramandare queste conoscenze (rivolgendosi anche ai bambini delle elementari), e non vedo davvero l’ora di supportare questa iniziativa!

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    1. Ciao, grazie!! Che bella questa informazione che mi hai dato riguardo ai “cassoni”, mi piacerebbe documentarmi un po’ in merito! Non sono un asso in cucina ma sarebbe bello provare 🙂 Tienici informati sull’evento di fine mese, mi farebbe piacere sapere come è andata!!

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